Le ginocchiere nel Powerlifting - Forge Powerlifting

Le ginocchiere nel Powerlifting

Indice dell'articolo

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Questo articolo sulle ginocchiere per il powerlifting parte dalle vostre domande, quelle che nel tempo ci siamo sentiti porre e a cui abbiamo risposto ormai molte volte. Abbiamo raccolto le più frequenti e interessanti.

Cercheremo di chiarire i dubbi più ricorrenti e fornire una guida completa su questo strumento.

Ne contestualizzeremo l’utilizzo, per chiarirne i reali vantaggi, cercando di sfatare i falsi miti.

Servono davvero le ginocchiere nel powerlifting?

Questa è la domanda che riceviamo più frequentemente dal momento che ogni praticante powerlifter sembra possederne o bramarne almeno un paio.
Ma le ginocchiere servono realmente?

Di solito, quando in un determinato sport la maggioranza dei praticanti usa un prodotto/strumento, è facile pensare che questo debba avere un qualche genere di beneficio.

Esistono fondamentalmente due fattori che rendono le ginocchiere uno strumento utile e vantaggioso per l’aumento della performance in particolare nello squat: uno di tipo meccanico e uno psicologico.

Comprendere quale sia il più rilevante non è affatto semplice perché non esiste un’unica visione anche da parte degli addetti ai lavori. Di seguito li analizzeremo comunque entrambi più approfonditamente.

I vantaggi meccanici delle ginocchiere

La ginocchiera, purché sia in neoprene e con uno spessore accettabile, fornisce una sorta di supporto elastico entrando in tensione nella fase eccentrica di un’accosciata e restituendo questa tensione nell’inversione del movimento in fase concentrica.

L’entità di questa tensione è determinata in primo luogo da quanto essa sia stretta per la nostra gamba, da qui l’importanza della taglia.

Una taglia inferiore sarà percepita stretta e garantirà una tensione maggiore rispetto a una ginocchiera più larga che funzionerà ugualmente da supporto ma avrà una resa decisamente minore.

In virtù di questo molti atleti ricercano volutamente ginocchiere molto molto strette, con taglie inferiori a quella consigliata per la loro struttura.

Non è raro che si arrivi a possedere diversi paia di esse: più strette da gara e più larghe da allenamento.

Ma questa estremizzazione è davvero necessaria?

Probabilmente no, tranne in ambito agonistico dove in effetti ogni cosa consentita che garantisca potenzialmente kg in più sul bilanciere può e deve essere almeno presa in considerazione.

Tuttavia la ginocchiera della taglia corretta deve essere sicuramente aderente e stretta quanto basta da garantire una compressione percepibile all’articolazione.

Riassumendo, la ginocchiera crea in effetti una compressione sull’articolazione aiutando la stabilizzazione e garantisce un ritorno elastico durante il movimento che può influenzare positivamente la prestazione.

Un altro effetto degno di nota è l’innalzamento della temperatura locale e il mantenimento dell’articolazione “calda”.

Detto questo tireremo le somme dopo aver analizzato anche il fattore psicologico.

Il fattore psicologico delle ginocchiere

La sensazione di compressione e supporto che percepiamo con le ginocchiere indossate ha un risvolto psicologico importante e in alcuni casi influenza in modo drastico l’alzata.

L’aumentata sicurezza e affidamento su questo strumento sembra essere il vero grande motivo nascosto dietro la scelta di utilizzarle o meno.

L’articolazione del ginocchio è delicata, per molti atleti avere un sostegno su cui contare psicologicamente li tranquillizza e allo stesso tempo ne aumenta la componente di decisione con cui affrontano l’alzata, questo tende a tradursi in una prestazione maggiore.

Quando ci troviamo con un carico realmente pesante sulla schiena è normale aver un po’ di sano timore nello scendere giù sapendo che poi dovremmo lottare per riportare quel carico in alto.

Sebbene quella “lotta” sia in effetti la cosa che ci piace di più in quanto amanti dei sovraccarichi, un po’ di paura c’è sempre e se l’uso delle ginocchiere in qualche modo ci viene in aiuto, questo non può che essere un bene.

La nostra opinione sulle ginocchiere

Analizzati i due fattori, secondo me in gioco, ecco la nostra opinione.

Crediamo che il supporto meccanico non sia poi così determinante, diversamente dalle “fasce equipped” di cui parleremo magari in altra sede, bensì che sia il lato psicologico a prevalere e garantire performance migliori.

Siamo soliti far gestire ai nostri atleti sedute anche senza l’uso di questo strumento, in modo da mantenerli consapevoli e non far diventare “indispensabili” le ginocchiere. È un metodo che utilizziamo anche per i ragazzi che seguiamo con il coaching online.

Certo nelle sedute pesanti, impegnative sotto il profilo del volume e dell’intensità ne consigliamo l’uso poiché tutto ciò (consentito in gara) che può aiutare a portare a casa la seduta in modo ottimale vale la pena di essere utilizzato.

Tutto questo vale per gli atleti agonisti. Per gli atleti amatoriali o con scopi diversi dal Powerlifting non è mai indispensabile l’uso delle ginocchiere.

In alcuni casi tornano particolarmente utili e si utilizzano come forma di supporto nelle alzate pesanti, specie in situazioni di problemi alle ginocchia, magari in parallelo con un lavoro specifico mirato al miglioramento della stabilità e alla risoluzione di eventuali carenze muscolari.

Possiamo concludere infine dicendo che le ginocchiere sono uno strumento da sfruttare ma senza abuso o dipendenza, consapevoli dei reali benefici e scopi.

Stesso discorso risulta applicabile anche sui complementari, non è necessario l’uso sempre e comunque ma anzi lavorare su vari range articolari a ginocchia libere costituisce di per se un allenamento volto al miglioramento anche della componente stabilità e propriocezione.

Chi usa le ginocchiere?

Le ginocchiere sono molto diffuse in ambienti come il Powerlifting, il Weightlifting, il Crossfit e discipline affini che comprendano il sollevamento di carichi in accosciata.

Sono indossate e utilizzate da tutti o quasi gli agonisti e sono consentite in competizione purché rispettino determinate caratteristiche dettate dalla federazione di riferimento.

Anche in ambito amatoriale sono molto diffuse: considerate le sollecitazioni a cui le ginocchia sono sottoposte, la compressione derivante dall’utilizzo delle ginocchiere aiuta sicuramente a ridurre gli stress articolari e coadiuvare la pratica sportiva.

Powerlifting, Crossfit e sollevamento pesi: posso usare le stesse ginocchiere?

In linea di massima potremmo rispondere SI a questa domanda, almeno in ambito amatoriale le differenti richieste a livello di movimento tra queste discipline non sono poi così rilevanti da rendere fondamentale una differenziazione.

Nel contesto agonistico o comunque prestazionale specifico, le differenze possono invece orientare l’atleta verso una scelta piuttosto che un’altra.

Il materiale, la composizione, lo spessore (in mm) della ginocchiera e la taglia possono diventare scelte rilevanti per massimizzare l’utilità delle ginocchiere rispetto alla nostra attività e i nostri scopi.

  • Scegliere un materiale più o meno rigido sarà la prima decisione da prendere: una ginocchiera rigida è maggiormente adatta al powerlifting, visti gli alti carichi che si presuppone di sollevare e la relativa staticità della prestazione. Nel Weighlifting potremmo già optare per qualcosa di meno rigido vista la maggior dinamicità della prestazione. Nel Crossfit infine, considerata la grande varietà di gesti a cui ci troveremo a far fronte, qualcosa di maggiormente versatile può risultare la scelta migliore.
  • Per quanto riguarda lo spessore, questo è legato alla rigidità delle ginocchiere: più spessore solitamente vuol dire più rigidità, le misure più diffuse sono 5mm o 7mm anche se esistono millimetraggi inferiori ma di gran lunga meno interessanti in ambito performance.
  • Riguardo alla taglia, una maggior compressione può risultare utile in ambito Powerlifting come accennato in precedenza ma probabilmente non in ambito Crossfit. 

Meglio le fasce o le ginocchiere?

Questa domanda solitamente sorge dopo aver visto video in rete di atleti che sollevano kg impressionanti indossando fasce molto strette.

Spesso il pubblico non conosce la differenza tra il Powerlifting raw e quello equipped e si chiede se quel fattore possa in qualche modo aiutare anche loro a migliorare le prestazioni.

Dobbiamo subito chiarire che le fasce non sono consentite in gare Raw di powerlifting ma fanno parte (insieme al corpetto) dell’attrezzatura tipica delle gare equipped che contribuisce in gran parte all’aumento dei kg possibili che si possono sollevare.

Quindi nell’ambito del powerliftig raw questa domanda non ha senso di esistere perché non potremmo indossarle in competizione.

In qualsiasi altro ambito diverso da quello agonistico è possibile fare una scelta in base a preferenza e fattori soggettivi, al netto di comprendere la differenze tra le due attrezzature.

Le fasce hanno bisogno di essere strette davvero molto per ottenere quel tipo di performance che vediamo, tant’è che spesso necessitano di un aiuto esterno per essere strette a dovere. Le fasce comprimono talmente tanto da provocare quasi un blocco dell’articolazione dell’atleta, che riuscirà a piegare le ginocchia solo sfruttando il  carico esterno durante la performance. Non è raro vedere, nelle gare equipped, atleti che entrano ed escono dalla pedana camminando con le gambe quasi completamente stese o addirittura accompagnati da altri.

Nella maggioranza dei casi, in un contesto amatoriale, le fasce non sono utilizzate in modo così estremo ma come semplice sostegno attraverso con una compressione pari o similare alle ginocchiere classiche.

In ambito Bodybuilding piuttosto che dell’allenamento della forza generico, possiamo effettuare una scelta consapevole optando per ciò con cui ci troviamo meglio a livello di feeling.

Quali sono i migliori modelli di ginocchiere nel Powerlifting?

SBD

SBD è sicuramente una delle marche più note e apprezzate a livello mondiale nel powerlifting e negli sport di forza in generale.

A fronte di un prezzo decisamente alto garantiscono una qualità, resistenza e performance ottima. Sono le più utilizzate anche a livello competitivo.

TITAN 

Titan è un’altra marca molto famosa nell’ambito Powerlifting la cui qualità probabilmente non è inferiore a SBD. Anche queste ginocchiere vengono scelte e utilizzate da molti atleti a livello competitivo.

Altre marche

Sicuramente anche altri marchi come Strenghshop e A7 producono ginocchiere di ottima qualità, utilizzate anche in situazioni competitive.

Nelle competizioni non è possibile usare qualunque marca ma solo quelle omologate con determinati standard approvati: ecco la lista.

Cercando “ginocchiere per Powerlifting” su Amazon, posso trovare buone occasioni?

Sì, producono modelli interessanti per il rapporto qualità/prezzo i seguenti:

Posso trovare qualche modello di ginocchiere per powerlifting da Decathlon?

Decathlon offre alcuni modelli di ginocchiere, a prezzi molto competitivi, dato che è sicuramente uno dei punti chiave su cui punta l’azienda.

Spesso si tratta di prodotti di qualità sufficiente per una pratica amatoriale che di fatto non vogliono rivolgersi a un pubblico professionista o che ricerca qualità top.

Il modello 5mm può ritenersi valido per un allenamento generale e per la pratica delle discipline che prevedono il sollevamento pesi con l’utilizzo di carichi tipicamente minori come crossfit e discipline legate al fitness.

Per la pratica specifica del powerlifting però, sopratutto quando i carichi assoluti diventano discretamente alti, non ci sentiamo di consigliarle e punterei su prodotti specificatamente pensati per la disciplina, anche se ovviamente più costosi.

In una fase iniziale però visto anche il basso costo possono risultare una scelta concorrente, allo stesso modo dei prodotti indicati nel paragrafo precedente.

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