La connessione mente-muscolo - Forge Powerlifting

La connessione mente-muscolo

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La connessione mente-muscolo non è qualcosa di tangibile.
La possiamo definire come la capacità di “sentire” e “mandare’’ con precisione nei muscoli target la giusta tensione generata dal movimento.

Apparentemente potresti ribattere che la definizione appena data si scontra con la visione del corpo come un sistema unico che per attivarsi correttamente utilizza muscoli in sinergia, un sistema in cui non è possibile (e neanche auspicabile!) selezionare alcuni muscoli a discapito di altri.

Prova però a seguirmi in un ragionamento più approfondito.

Il focus muscolare nei movimenti complessi e in quelli semplici

Nei movimenti complessi (es. Panca, trazioni, squat) il concentrarsi su singoli muscoli o sulle sensazioni muscolari può portarci fuori strada perché corrompe la giusta sinergia muscolare necessaria e rischia di peggiorare le nostre performance, potenzialmente ci porta anche a maturare e consolidare vizi tecnici.

Nei movimenti semplici (es. curl con manubri) oppure nei movimenti con un carico in percentuale basso per i nostri livelli di forza, il discorso potrebbe però essere diverso. 

In estrema sintesi, se da una parte il concentrarci sul lavoro muscolare in un certo distretto ci aiuta a esprimere più intensità e limita il coinvolgimento di alcuni muscoli a vantaggio di altri; dall’altra può anche essere utile e produttivo.

Rimanendo nell’esempio prima citato, in un curl con bilanciere non vedo motivo di ricercare una performance a basse ripetizioni; piuttosto un lavoro a medie-alte rep potrebbe essere una scelta migliore.

In un caso come questo, usare meno peso, evitando slanci e compensi e concentrandosi sul lavoro muscolare a carico del bicipite può avere un senso.

“Sentire il muscolo” non è garanzia di efficacia

Alla base di ogni programmazione (lo facciamo anche nel periodo di anamnesi nel nostro coaching online) c’è sempre la necessità di aver costruito un movimento sicuro e sensato. E l’attenzione che mettiamo nella connessione mente-muscolo, nasce da questa base.

Senza aver acquisito stabilità e sicurezza nello schema motorio dell’esercizio target rischiamo esecuzioni poco efficaci, magari eccedendo in ripetizioni o facendo ricorso a modalità esecutive “fantasiose” solo perché “lo sentiamo a livello muscolare.

Voglio dirti che “sentire un muscolo” non è un parametro per la valutazione di uno sforzo o del  lavoro muscolare reale, è una sensazione utile solo se contestualizzata rispetto alla corretta tecnica e alla corretta intensità.

Possiamo “sentire” un muscolo esaurito al limite del crampo ma questo può succedere per molti motivi e non costituisce di certo un segnale di un ottimo lavoro!

Allo stesso modo posso contrarre un muscolo a corpo libero senza resistenza e percepire dopo un certo tempo fatica e dolore. Ma neanche in questo caso avrei garanzia di un buon lavoro svolto. Il classico lavoro a corpo libero per i glutei che viene somministrato nella massa delle palestre, regala spesso una “sensazione di lavoro” molto marcata ma non tiene conto della necessità degli alti carichi e delle sinergie muscolari che gioverebbero enormemente al distretto muscolare a cui appartengono i glutei e che potrebbe essere dato, ad esempio, da uno Squat con bilanciere.

La connessione mente-muscolo negli allenamenti a corpo libero

Nei mesi di quarantena del 2020-2021 abbiamo sperimentato molte volte feedback legati alla connessione mente-muscolo. 

Un atleta abituato a lavorare con i sovraccarichi che si ritrova a fare i conti con esercizi a corpo libero o con carichi molto bassi, può trovare quest’ultimi troppo semplici e poco stimolanti. In casi come questo abbiamo somministrato serie portate vicino al cedimento, modificando tempi di esecuzione e angoli di movimento per lavorare sulla connessione mente-muscolo, per far ‘’sentire lavoro” all’atleta, con ottimi risultati, anche nel coaching online.
Sappiamo che la combinazione e l’alternanza dei vari stimoli allenanti garantiscono migliori risultati. Se ci alleniamo in casa senza l’uso di sovraccarichi, come successo in periodo di quarantena, possiamo spingere solo sull’aspetto dell’intensità percepita. Ben sapendo che questo ci aiuterà a “mantenere” ma difficilmente a “costruire”.

Se per “connessione mente-muscolo” intendiamo la capacità di muoversi con consapevolezza ed essere in grado di creare tensione nei muscoli target quando questa necessità si presenta, allora credo sia un abilità importante da maturare.

Un completo neofita di solito presenta poca consapevolezza del proprio corpo e poca capacità di attivarsi correttamente, nel tempo sotto la guida di qualcuno che gli insegni cosa fare, come farlo e su cosa concentrarsi, questa capacità aumenterà di pari passo con le altre abilità.

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