La mente dell'atleta - Forge Powerlifting

La mente dell’atleta

Indice dell'articolo

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Nella mia carriera di coach ho lavorato con campioni del mondo di vari sport e al tempo stesso con manager, imprenditori o figure dalla normalissima quotidianità che però praticavano sport e che richiedevano il mio aiuto per migliorare le loro prestazioni.

Questa differenza di platea implica il fatto che l’essere e pensarsi atleta non è una questione di professionismo o no, di agonismo o meno; è una questione di approccio.

Ho conosciuto persone con lavori da otto ore al giorno molto più atleti rispetto a professionisti o semi professionisti.

Quello che fa di un essere umano un atleta è principalmente una questione di natura mentale, di approccio, di modalità di vivere il proprio quotidiano in funzione o in connessione con il proprio sport; addirittura ho conosciuto atleti che sono rimasti tali anche dopo aver lasciato la pratica del loro sport.

Ci sono sport che mi sono sempre divertito ad osservare, soprattutto per la natura superficiale di chi li praticava e che pensava che fosse sufficiente l’acquisto di abbigliamento, attrezzatura tecnica o equipaggiamento per sentirsi un atleta. Per qualcun altro era sufficiente il possedere la tessera di una federazione e il partecipare a qualche stage l’elemento sufficiente a sentirsi atleta; per altri ancora e questo è l’aspetto più cruciale, praticare uno sport con regolarità, anche a livello agonistico, era sufficiente per definirsi atleta.

L’essere atleti non è una questione di abbigliamento o attrezzatura, di partecipazione a gare o allenamenti, ma è una condizione mentale che influenza tutto il quotidiano.

L’essere atleta può essere sostanzialmente definito come la capacità d’influenzare la propria vita in funzione di una disciplina sportiva.

Ho visto pessimi sportivi avere delle brillanti menti da atleta, menti grazie alle quali sono diventati ottimi allenatori o hanno migliorato altre sfere della propria vita.

Troppo spesso leggiamo nei blog di auto motivazione le 5, 7, 9, 10, 20 ricette per il successo nello sport; io ritengo che la situazione sia in realtà molto più complessa e che ognuno di noi ha un corpo, una motivazione e una mente diversa dagli altri ed è bene che costruisca il suo essere atleta sulle proprie capacità e doti naturali.

Esistono tuttavia alcune aree del quotidiano che un atleta gestisce in maniera diversa, funzionale al suo essere:

Il Tempo

Il vero atleta è puntuale, in ogni cosa che fa. L’atleta professionista è quello che inizia l’allenamento prima degli altri e quando i colleghi sono sotto la doccia svolge il suo defaticamento. Il non professionista, ma comunque atleta, quale che sia il suo lavoro sa assegnare priorità, entra in ufficio prima degli altri ed è l’ultimo ad uscire.

Chi possiede la mente da atleta sa che il tempo è la variabile più importante e sfrutta ogni minuto, nel vero senso della parola per poter compiere azioni utili ai suoi scopi. Il tempo, così come le energie, vengono dosati in funzione di un obiettivo. La mente da atleta si allena attraverso la disciplina e il primo aspetto della disciplina consiste nell’amare il tempo a propria disposizione.

Lo Spazio

Ebbene sì, anche lo spazio e il modo in cui si gestisce è indice del fatto se si possiede o no una mente da atleta. L’atleta è colui che percepisce lo spazio in maniera funzionale alla propria disciplina sportiva, al proprio allenamento.

Ne è un esempio chiaro ciò che è successo durante il primo lockdown 2020: in tanti, troppi, anche professionisti, si sono, giustamente, lamentati della difficoltà nell’allenarsi. L’atleta, quello vero ha invece pensato alla sua casa, per quanto piccola o grande fosse, come un luogo dove comunque poter esercitarsi. L’atleta è colui che in un albergo anche mentre è in vacanza o in una trasferta di lavoro, trova tempo e spazio per potersi comunque allenare, anche se in modo blando. Per un atleta lo spazio non è un limite.

La disciplina

L’autodisciplina, la continuità e l’approccio mentale sono l’elemento chiave della mente di un atleta. Non è necessario avere un approccio monastico alla vita per potersi definire un atleta, ma la quotidianità deve essere pervasa da un’aura di disciplina per potersi definire tale. Disciplina nel gestire il proprio tempo, il proprio spazio, ma anche il proprio denaro, il proprio sonno e la propria alimentazione. 

L’atleta è un essere umano attento a sé, ma non nella misura maniacale e spesso distorta dei fitness addicted, ma in un senso molto più ampio che può prevedere anche trasgressioni alle regole, perché la mente di un atleta non è solo orientata al corpo, ma anche allo spirito. Un atleta pesa i suoi pasti, conta le sue ore di sonno solo nei momenti in cui è necessario; nel resto del tempo è ovviamente attento a questo aspetto, lo monitora, ma non ne è ossessionato. 

La mente dell’atleta in fondo è una sorta di grande equilibrio tra l’ossessione e la capacità di orientare questa ossessione godendo del proprio potere sul proprio corpo e sul proprio spirito.

La Volontà

Ultimo ma non meno importante è l’aspetto della volontà. Un vero atleta ne possiede in abbondanza; ciò che differenzia un atleta da uno sportivo è sostanzialmente la volontà di allenarsi, la volontà di migliorare, la volontà di raggiungere degli obiettivi.

Gli sportivi vivono in maniera superficiale questo aspetto, basta una giornata di pioggia per sentirsi legittimati a non allenarsi, basta un minimo acciacco fisico per rimandare un allenamento; non hanno l’ossessione di migliorarsi.

L’atleta al contrario vive mosso dal continuo e costante bisogno di migliorarsi, migliorare le proprie prestazioni, migliorare il proprio atteggiamento. Il vero atleta è colui che cerca di superare i propri limiti a prescindere da un risultato agonistico o dalla popolarità. Il vero atleta è principalmente in gara con sé stesso.


Alessandro Vittorio Sorani è uno dei più noti formatori a livello nazionale sul tema della comunicazione e della leadership. Per diversi anni ha insegnato psicologia sociale al corso di laurea in Scienze motorie dell’Università di Firenze; collabora con diverse federazioni sportive, sia sotto il profilo del marketing dello sport che della motivazione personale degli sportivi.

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